In Islanda la tradizione del lavoro a maglia è una delle più importanti e antiche nel paese, come negli altri paesi scandinavi, e rimane molto popolare tutt’oggi, sia come attività ricreativa, che come attività economica.

Svariati documenti storici ci hanno fatto scoprire l’Islanda nel XVII e XVIII secolo era tra uno dei più grandi esportatori di maglioni, calze, e guanti lavorati a mano, rendendo così questa attività come una delle più importanti attività economiche del paese.

Sia uomini che donne lavoravano a maglia, e le storie raccontano scherzosamente che i bambini imparavano a lavorare a maglia non appena imparavano a gattonare.

La tradizione è talmente radicata che è raro trovare un adulto in Islanda che non sia in grado di produrre qualcosa lavorando a maglia, anche solo un prodotto semplice come le calze, e questo fatto è notabile passeggiando per la capitale, Reykjavík, dove è normale vedere i bambini indossare abiti creati con questa arte, e similarmente, vedere adulti che lavorano a maglia.

Particolarmente famoso è il Lopapeysa, un tipo di maglione Islandese, i cui primi esemplari risalgono alla metà del ventesimo secolo, e che si sono diffusi molto a partire dagli anni ‘70. È l’indumento base della moda ubrana Islandese, ed è il simbolo dell’amore dell’Islanda per questa arte che solo in tempi recenti sta venendo riscoperti nel resto d’Europa.

Un’altra particolarità che ci fa capire quanto sia importante l’arte del lavoro a maglia in Islanda sono i vari tour dove le visite ai paesaggi mozzafiato si mescolano ad attività collegate al lavoro a maglia, come ad esempio le visite al Textile Museum di Blönduós, o svariati workshop a tema, una vera gioia per ogni appassionato di questa arte.

Così come negli altri paesi scandinavi, i musei Islandesi conservano svariati lavori che vengono dai secoli passati, per cui se siete appassionati del lavoro a maglia, dovete assolutamente farci una visita!

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