Il lavoro a maglia è una delle tradizioni più radicate in Norvegia, si pensa che i norvegesi abbiano lavorato a maglia sin dall’età dei Vichinghi.

I primi reperti di lavoro a maglia in Norvegia risalgono al XV secolo, e sono chiamati “magliette da notte”, biancheria intima monocolore in seta fine. Questi filati erano di prerogativa delle classi più ricche, naturalmente, data l’età, sono molto fragili, e si possono ammirare nel Norske Folkemuseum.

Nonostante il nome, non sono fatte specificatamente per la notte. Successivamente sono diventate di uso comune anche tra le fasce meno abbienti.Per quanto riguarda le persone comuni, gli indumenti lavorati a maglia più diffusi erano le calze, i guanti, e le camisole di seta.

Nel 1600 e nel 1700 il lavoro a maglia veniva praticato da tutti i ceti sociali, sebbene con scopi divers: le donne dell’alta società lavoravano a maglia principalmente per svago, mentre la maggior parte della popolazione lo faceva per necessità. Svariate persone hanno fatto della propria passione per il lavoro a maglia un vero e proprio mestiere.

Nel 1800 incominciano a diffondersi i maglioni lavorati a maglia, ed è qui che troviamo alcune delle creazioni più interessanti della Norvegia. Nelle aree rurali la tipologia di maglione più in voga tra le donne era quella dei maglioni monocolore con un pattern Damasco, mentre i maglioni per gli uomini presentavano più colori.

Verso la fine del 1800 ha incominciato a diffondersi l’escursionismo, e allora il lavoro a maglia ha subito un’ennesima evoluzione per supportare questo trend, e si sono cominciati a creare abiti sportivi, che riprendevano i pattern visti nelle aree rurali nell’800.

Oggigiorno potete ancora vedere questi cimeli di un’era passata, in quanto tanti lavori a maglia tipici sono conservati nei numerosi musei del paese, una peculiarità dei paesi scandinavi che non si trova da nessun’altra parte.

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